Aggressione a Trento

Nella sera di lunedì 13 ottobre, un gruppo di persone al termine di una cena è stato aggredito nei pressi del cavalcavia della stazione dai fascisti di Casapound, arrivati di sorpresa alle loro spalle con le macchine. Il motivo, è stato essere sullo stesso tragitto che dovrebbe fare chi esce dal centro sociale Bruno.

Il salto di qualità è rappresentato dal fatto che i fascisti abbiano attaccato con il volto coperto. Gli aggressori in superiorità numerica, hanno picchiato, minacciato e insultato i ragazzi e le ragazze presenti.

Facciamo notare che questo è quanto riporta un solo giornale di Trento (il Corriere del Trentino per la precisione). L’Adige e Il Trentino negli stessi giorni ribadivano la loro opera di costante copertura ai fascisti e alle loro azioni politiche, con articoli su cavalli e degrado in centro storico, per niente esplicativi della situazione in città.

Evidentemente il fatto di informare i lettori dei quotidiani su come si muovano i bravi ragazzi di Casapound non è cosa gradita a qualcuno dei piani alti..

Quest’ultima aggressione di lunedì scorso, non è l’ultima e non riguarda solo i “militanti” (questo potrebbe essere un distinguo per qualcuno). Nel mese di settembre si son contate un altro paio di aggressioni in dodici, tredici contro una o due persone.

Solidarietà e vicinanza ai ragazzi e alle ragazze aggrediti.

Non sarà certo l’omertà di qualcuno a fermare l’antifascismo.

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Sparano proiettili di gomma ad una prostituta

La guerra ai poveri è iniziata, un bel po’ di gente non se ne è ancora accorta.  Riportiamo un episodio verificatosi la notte dopo il presidio organizzato da Fratelli d’Italia e Alleanza Nazionale contro la prostituzione e il degrado.

da trentotoday.it
 

Forse pensavano di farla franca solamente perché a fare le spese della loro bravata è stata una prostituta, un soggetto socialmente debole, quindi non in grado di difendersi, ma non è stato così. I tre ragazzi, di cui uno è ora denunciato, si sono avvicinati in auto alle prostitute che stazionano in via Solteri, di notte, ed hanno sparato alcuni colpi con un fucile ad aria compressa: proiettili di gomma, che possono comunque procurare lesioni abbastanza importanti e soprattutto molto dolorose sul momento.

Hanno colpito una delle donne la quale non ha esitato a chiamare i carabinieri che di lì a poco hanno rintracciato e fermato l’auto con a bordo i tre ragazzi. E’ successo nella notte tra domenica e lunedì. Uno, quello che ha sparato, è stato denunciato a piede libero per lesioni e dovrà ora rispondere all’autorità giudiziaria, ha 20 anni e vive a Trento.

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Erdoğan parla,le bande fasciste attaccano

da retekurdistan.it

Dopo che il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha affermato nella città di Antep “Il PKK e ISIS sono lo stesso per noi”, la polizia turca, gruppi di fascisti e razzisti e sostenitori delle bande di ISIS hanno assalito i curdi in città. Quattro persone sono morte negli incidenti.

Il popolo curdo che protestava contro i brutali attacchi di ISIS è diventato obiettivo di un feroce attacco. Le bande fasciste, incoraggiate, promosse e guidate dalla polizia turca, hanno preso di mira la popolazione curda nei quartieri di Bayrak e Vatan con bastoni coltelli e pistole.

La polizia turca ha inizialmente attaccato i manifestanti che sono partiti nei quartieri la sera presto. Dopo che i manifestanti hanno resistito agli attacchi della polizia,molte bande di fascisti e razzisti sono state portate nei quartieri e li hanno attaccati.

Le bande fasciste, dotati di bastoni, machete e pistole, hanno ucciso quattro curdi nel quartiere e ferito molti manifestanti.

Durante gli incidenti gli uffici distrettuali del DBP(Partito Democratico delle Regioni) nei quartieri di Şahinbey e Şehitkamil sono stati incendiati da bande fasciste.

I nomi delle persone assassinate da gruppi fascisti e razzisti sono i seguenti: Süleyman Balcı (15), Sevgi Alıcı (16), Ömer Uçeker (27).ll nome di una persona che è rimasta uccisa non è stato ancora chiarito

ANF – ANTEP 10.10.2014

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Torino: i fascisti del FUAN nuovamente cacciati dall’università

A Torino gli studenti hanno nuovamente cacciato dal Campus universitario i fascisti del FUAN, sezione universitaria di Fratelli d’Italia (e prima ancora di Alleanza Nazionale). Riportiamo il comunicato diffuso dopo la loro cacciata (tratto da infoaut).

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Questa mattina gli studenti e le studentesse del Cle si sono trovati davanti al solito e ridicolo banchetto del Fuan, come sempre scortato da un ingente dispiegamento di forze dell’ordine che ha militarizzato l’ingresso dell’università. Difficile non accorgersi di questo gruppetto, dal momento che ogni volta che escono allo scoperto per dare due volantini si fanno scortare dalle forze dell’ordine, ma per chi non ne avesse ancora sentito parlare li presentiamo subito: quei quattro gatti del Fuan altro non sono che fascisti, la sezione universitaria di Fratelli d’Italia, prima An, che con il loro operato politico hanno contribuito a fare a pezzi quest’università di cui tanto sembrano interessarsi. Tra le loro fila infatti negli anni sono comparsi personaggi di tutto rispetto: da Trabucco, ex presidente EDISU, che ha svenduto, tagliato e speculato su qualsiasi fondo destinato agli studenti passato per le sue mani, a Maurizio Marrone, che proprio due giorni fa abbiamo visto in piazza difendere nei fatti il diritto all’omofobia di fronte alla cittadinanza inferocita che ha saputo, comunque, mettere a sedere e cacciare le sedicenti “sentinelle in piedi”, autori e autrici di questa vergognosa pagliacciata. Per loro l’università inizia così: distribuendo un volantino che pretende di affrontare il problema dei tagli alle borse di studio per gli studenti ma che in realtà altro non si dimostra che la più becera propaganda razzista e xenofoba, che con l’università ha ben poco a che fare. “Alloggi e borse di studio prima agli italiani”, queste le loro parole d’ordine! La risposta degli studenti è stata immediata: un presidio spontaneo, dalle prime ore del mattino, andato allargandosi minuto dopo minuto, ha espresso il forte disgusto nei confronti di questi individui e il dissenso verso il comportamento inaccettabile delle forze dell’ordine, che impedivano l’accesso degli studenti alle aule di lezione. Ancora una volta gli studenti e le studentesse non si sono fatti intimidire riuscendo a cacciare i fascisti del Fuan e rimandando al mittente il loro odio razzista, omofobo e sessista. Ci auguriamo di non dover più vedere le loro facce in università, poiché qui mai hanno avuto e mai avranno alcuno spazio!

Student* antifascist*

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Nessuno spazio a omofobi e fascisti

Domenica 5 ottobre a Trento la pagliacciata omofoba delle Sentinelle in Piedi non è passata nel silenzio. Un gruppo di antifascist* è infatti arrivato in piazza Duomo con degli striscioni, dove le Sentinelle “vegliavano” protette da un ingente schieramento di forze dell’ordine. Interventi al megafono hanno ribadito il carattere omofobo dell’iniziativa e la connessione con gruppi neofascisti troppo noti in Trentino. I tanti applausi e alcuni interventi spontanei durante la contestazione fanno ben sperare che questo movimento, che fa passare messaggi agghiaccianti e liberticidi dietro la patina ammiccante della “libertà di espressione” (che evidentemente per loro non coincide con quella di avere un diverso orientamento sessuale) non trovi più spazio nelle piazze.  Riportiamo di sotto il testo volantinato.

NESSUNO SPAZIO A OMOFOBI E FASCISTI!

Oggi a Trento, Rovereto, Bolzano e tante altre città italiane scendono nuovamente in piazza le Sentinelle in Piedi. Si definiscono come “una resistenza di cittadini che vigila su quanto accade nella società e sulle azioni di chi legifera denunciando ogni occasione in cui si cerca di distruggere l’uomo e la civiltà”. Di che si tratta? È un’iniziativa itinerante, portata in numerose piazze italiane, che sotto la bandiera della “libertà di espressione” invoca i cosidetti valori della famiglia tradizionale come argine al presunto disfacimento morale della nostra società. La realtà dei fatti è che usano come pretesto la contestazione al ddl Scalfarotto – che va a sanzionare le posizioni e i comportamenti omofobici e transfobici – per veicolare un messaggio reazionario e cattolico. Non è un caso che le Sentinelle prendano apertamente spunto da un movimento chiamato Les Veilleurs, nato in Francia nel 2013 per contestare la legge sui matrimoni gay e dalle modalità molto più dichiaramente omofobe di quelle dei loro subdoli omologhi italiani.

Si può anche dire che il “libero” pensiero delle Sentinelle è perfettamente coerente con quello prevaricatore e reazionario dei gruppi di estrema destra, sempre pronti a cercare visibilità dietro a sigle che nascondano la loro natura. Infatti fra di loro in piazza vi siano anche militanti neofascisti. Il ripetersi negli ultimi mesi di queste manifestazioni in Trentino fa parte di un clima diffuso di odio nei confronti del diverso, che sia l’omosessuale o l’immigrato. A Marco di Rovereto quest’estate, dopo la notizia di un tentato stupro ai danni di una donna del posto da parte di un uomo di colore, per poco non si è arrivati al pubblico linciaggio dei richiedenti asilo detenuti nel Centro di Accoglienza, perchè ritenuti tutti responsabili dell’aggressione e potenziali stupratori. Sempre a Rovereto una consigliera comunale ha lasciato la città, dopo aver ricevuto minacce di morte (fra cui un proiettile via posta) perché marocchina.

In questo ambiente, i gruppi fascisti organizzati si trovano a loro agio e cercano di guadagnare legittimità cavalcando e promuovendo a loro volta la xenofobia e l’intolleranza verso il diverso. Dopo l’apertura della sede di Casapound a Trento, con il benestare di giornali e istituzioni (pronti a dipingerli come bravi ragazzi che fanno volontariato), si è verificata un escalation di episodi squadristi compiuti anche con coltelli e spranghe verso antifascisti, senza-dimora e giovani ‘‘alternativi‘‘.
Non crediamo che una legge possa cambiare mentalità purtroppo radicate e diffuse; vogliamo che il nostro modo di vivere sia regolato dai nostri sentimenti e dai nostri accordi liberi da ipocrisie burocratiche.                                                                                                           Non vogliamo lasciare nessuno spazio a chi pretende di decidere quali debbano essere i nostri rapporti, con chi dobbiamo vivere e chi possiamo amare, sotto la maschera silenziosa della violenza legislativa.

Assemblea Antifascista

L’assemblea si riunisce ogni mercoledì, dalle ore 18.00 a Sociologia. Per info: trentoantifascista.noblogs.org

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Roma, arrestato Nunzio D’Erme per un’iniziativa antifascista

da infoaut.org
 
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Si è diffusa poco fa la notizia che Nunzio D’Erme, storico compagno del movimento romano, è stato arrestato questa mattina. Ad essere stato raggiunto da un provvedimento restrittivo della libertà, assieme a lui, anche un altro compagno, Marco Bucci, che ora si trova sottoposto ad arresti domiciliari.

Al momento sono ancora poche le notizie sull’operazione scattata questa mattina ma da quel che si è appreso i fatti contestati a Nunzio e Marco sono relativi a scontri avvenuti alcuni mesi fa con un gruppo di militanti di Militia Christi, sigla di fascisti ultracattolici. Il tutto avvenne nel quartiere di Cinecittà durante un’iniziativa contro l’omofobia che si stava tenendo al Municipio, dove il gruppo di fascisti arrivò a provocare e aggredire i partecipanti all’iniziativa.

Per le 13 è stata lanciata una conferenza stampa presso la sede dell’ex X Municipio di Roma, in piazza di Cinecittà 11. L’appuntamento rappresenterà anche un primo momento di mobilitazione e solidarietà con gli arrestati.

In attesa di avere maggiori informazioni sull’operazione che ha colpito Nunzio D’Erme e Marco Bucci, esprimiamo solidarietà ai due arrestati.

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Lecce: comunicato post-corteo 6 settembre 2014

I primi di settembre a Lecce si è svolta una tre giorni di iniziative antifasciste in risposta al raduno nazionale di Casapound, tenutosi negli stessi giorni nel capoluogo salentino. Riportiamo di seguito il comunicato diffuso a conclusione della mobilitazione.

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COMUNICATO POST CORTEO 6 OTTOBRE 2014

Partecipata e determinata è stata la risposta degli antifascisti e delle antifasciste che ieri a Lecce hanno attraversato gran parte della città, esprimendo una ferma opposizione al raduno di Casapound che, non avendo agibilità politica per le strade e i quartieri di Lecce, si è dovuto rifugiare in un paesino alle porte della città, circondato da forze dell’ordine.
Più di cinquecento persone da tutta la Puglia e non solo, hanno espresso con decisione il rifuto di ogni forma di fascismo, sessismo, razzismo e omofobia, chiara manifestazione del fatto che nelle città non c’è spazio per i fascisti.

Il corteo ha saputo proseguire con tenacia, muovendosi lungo il percorso che si era prefissato, nonostante qualche momento di tensione dovuto alle forze dell’ordine in tenuta antisommossa che volevano bloccare il passaggio dei manifestanti per evitare che si procedesse verso i cosiddetti obiettivi ‘’sensibili’’ (tribunale, prefettura, comune). Le istituzioni locali, complici dei neofascisti, sono, infatti, le prime responsabili dell’arrivo della feccia in città. Questo il corteo lo sapeva bene, ed ha saputo additare pubblicamente con incisività e rabbia il tacito consenso delle istituzioni e la vergognosa partecipazione al raduno fascista di esponenti politici locali, come il consigliere regionale Congedo e l’ex sindaco e senatrice Poli Bortone, nonché la presenza del leghista Borghezio, il quale nel frattempo dichiarava che ‘’l’antifascismo è un residuo archeologico del secolo scorso’’ . Non è ben chiaro a Borghezio che per i fascisti come loro non c’è nessun futuro e nessuna agibilità e che invece l’antifascismo è vivo più che mai, oggi come ieri, oggi come domani!

La Lecce antifascista si è riappropriata, dunque, nella giornata di ieri, delle strade e delle piazze riempiendole di contenuti e pratiche che parlano di antifascismo in senso più ampio, inteso come resistenza e lotta quotidiana contro la costruzione delle grandi opere (dalle montagne NoTav alle coste NoTap), contro la violenza e gli abusi delle forze dell’ordine (vedi l’uccisione del diciassettenne Davide Bifolco a Napoli), contro chi sfrutta e specula sulle nostre vite, contro chi distrugge i nostri territori, contro chi ci rinchiude in gabbia. I giornali locali hanno tentato di demonizzare il corteo parlando di ‘’imbrattamento’’ e ‘’deturpazione’’, laddove invece c’è solo una città che sta riprendendo vita e a cui non va più bene essere una città-vetrina, manipolata dai soliti quattro politicanti.

Ci teniamo a precisare che le pratiche espresse dal corteo sono la minima reazione verso un’intera città che ha lasciato spazio e che è rimasta in silenzio, accettando come se nulla fosse, il raduno nazionale di Casapound.

Lo avevamo scritto a chiare lettere nello striscione di apertura, e lo continueremo a gridare a gran voce:

E’ TARDI PER RESTARE CALMI

Antifascist*.

Programma tre giorni antifascista a Lecce.

Programma tre giorni antifascista a Lecce.

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Arrestati due fascisti per l’accoltellamento di un antifascista

Il 3 settembre sono stati arrestati – e messi subito ai domiciliari – due fascisti con l’accusa di “tentato omicidio” per l’accoltellamento di un antifascista avvenuto ad Arco (Trento) nel maggio scorso. Il ragazzo accoltellato, che per un caso non è morto, era stato ricoverato all’ospedale di Trento. Constatiamo che i compagni finiscono in carcere speciale con l’accusa di aver sabotato dei macchinari del TAV e tanti proletari finiscono in galera per furti da niente. Giacinto si è suicidato qualche giorno fa nel carcere di Spini, a cinque mesi dalla scarcerazione, perché il magistrato di sorveglianza Rubicchi gli ha negato l’accesso alla comunità terapeutica. Detto questo, noi non auguriamo il carcere a nessuno, nemmeno ai fascisti. Nemici, ma in strada.

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Atene, fascisti attaccano spazio occupato: respinti!

da infoaut.org

Oggi 1mo agosto, 100 membri del partito Alba Dorata hanno attaccato il nostro spazio occupato, epavli kouvelou con il benestare della polizia greca. toso_kontaL’episodio non è accaduto per caso, in quanto tutto è successo durante una parata di moto che era stata programmata e che partiva dalla loro vecchia e ormai dismessa sede per terminare presso i loro nuovi uffici in Marousi*. Durante l’attacco 30 compagni erano all’interno dello spazio. Sebbene fossimo in numero inferiore, li abbiamo respinti con successo nonostante l’aggressione fosse ben organizzata e sia durata a lungo (loro avevano spranghe di metallo, coltelli in bella mostra, sfollagente, scudi, ecc).

Le forze di polizia (le squadre MAT e DELTA) sono comparse in gran numero e hanno circondato lo spazio, polemos_nevrondopo aver permesso che i membri di Alba Dorata agissero indisturbati per tutto il tempo (15 minuti) e quando i neonazisti se ne erano ormai andati. A causa del loro feroce assalto (dei membri di Alba Dorata), alcune auto parcheggiate lungo la via sono state denneggiate e alcuni compagni che si trovavano dentro lo spazio hanno riportato lievi ferite. I vicini dello spazio hanno espresso la loro solidarietà soccorrendoci immediatamente e rimanendo davanti allo spazio finché gli sbirri non li hanno portati via*.

 

Durante I periodi di crisi, quando ci viene strappata ogni cosa, i fascisti di Alba Dorata sono la lunga mano dello Stato e del capitale.

Noi non lasceremo strade e piazze ai fascisti!

Tolleranza zero per gli assassini neonazisti!

 

I compagni del Epavli Kouvelou

 

*Marousi è un quartiere periferico situate nell’area nord di Atene, Epavli Kouvelou è uno spazio occupato che si trova a Marousi da ormai 4 anni. Il partito di Alba Dorata un mese fa ha annunciate il trasferimento della loro sede dell’area nord di Atene da Neo Irakleio a Marousi. Il giorno seguente l’annuncio, gli uffici della loro sede sono stati attaccati dagli antifascisti e una settimana dopo si è tenuta nel quartiere di Marousi una grande manifestazione antifa

 

**I vicini hanno sostenuto attivamente lo spazio fornendo materiale per il pronto soccorso e cure ma anche insultando i poliziotti.

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30 di luglio tutti i giorni

Oggi è un giorno da ricordare. Quarantaquattro anni fa, gli operai della Ignis, “l’attuale” ex Whirpool, impedirono un’assemblea della Cisnal, il sindacato fascista dell’epoca, nonostante questi avessero chiesto e ottenuto i permessi dal pretore e dal padronato (per chi ancora ha difficoltà a capire il concetto di servi dei padroni). Per questo furono aggrediti da delle squadracce fasciste come risposta alla loro determinazione, due operai, Adriano Mattevi, 25 anni e Paolo Tenuta, 19 anni, rimasero feriti al ventre e in altre parti del corpo per via delle coltellate ricevute, un terzo venne portato in ospedale con il volto tumefatto. Poco distante dai cancelli trovarono due fascisti, Mitolo e Del Piccolo con un accetta in borsa: quanto bastava per capire il loro coinvolgimento nei fatti. Furono presi e portati in corteo; cinque lunghi chilometri di gogna, da Spini di Gardolo fino in centro.

Il pensiero di oggi va agli operai della Ignis e a chi quel giorno si fermò e decise di scendere in strada con loro. Perché la lezione di quanto successo sia patrimonio di tutti.

 

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Trenta luglio alla Ignis

Questa mattina, davanti ai cancelli
sono arrivati trenta fascisti:

erano armati di bombe e coltelli,
questi di Borghi son gli squadristi.

Han cominciato tirando sassi

contro i compagni di un capannello;
alle proteste han risposto sparando:

tre ne han feriti con il coltello.

Noi operai gli siam corsi dietro
ma quei vigliacchi sono fuggiti,

approfittando della confusione
mentre portiamo in salvo i feriti.

Subito dopo la vile aggressione

ecco arrivare due capi fascisti;
van con la borsa dal porco padrone

a prender la paga pei loro squadristi.

Li abbiamo presto riconosciuti:
uno è Del Piccolo, quell’assassino,

e l’altro è Mitolo, capo fascista,
torturatore repubblichino.

Dentro la borsa, coi passaporti,

hanno una scure ben affilata:
questa è la prova che i due compari

la sanno lunga su come è andata.

Gli abbiamo fatto alzare le mani,
gli abbiamo messo al collo un cartello

con sopra scritto: « Siamo fascisti,
facciam politica con il coltello ».

E dalla Ignis fino in città,

mentre tremavano per la vergogna,
li abbiam portati in testa al corteo

e tutta Trento li ha messi alla gogna.

E in fin dei conti vi è andata bene,
perché alla fine della passeggiata

quella gran forca che meritate
non ce l’avete ancora trovata.

Cari compagni, quella gran forca

dovremo farla ben resistente,
per impiccarci, assieme ai fascisti,

il padron Borghi porco e fetente.

Cari compagni, quella gran forca
dovremo farla ben resistente

per impiccarci, assieme ai fascisti,
ogni padrone, porco e fetente.”

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