Ai sinceri democratici pt.5 Comunicato sulla riapertura della sede cremonese di CasaPound Italia

Comunicato del CSA Dordoni sulla riapertura della sede cremonese di CasaPound.

Sabato 21 Febbraio CasaPound ha riaperto la sede di via Geromini in occasione del tesseramento 2015 militarizzando una via con un ingente spiegamento di forze dell’ordine, rendendo l’iniziativa di fatto inaccessibile a chiunque non fosse un simpatizzante o un militante di CasaPound, in maniera del tutto autoreferenziale.

Abbiamo aspettato diversi giorni in attesa di leggere una presa di posizione da parte del Sindaco e della Giunta dopo le tante parole spese in Consiglio Comunale con dichiarazioni quali: “Cremona è una città antifascista”, “I fascisti in città non sono tollerati” e di nuovo “Non ci sarà più spazio per i fascisti”. Il Sindaco e la Giunta, però, tacciono ancora sulla riapertura provocatoria della stessa sede che da più di un anno è in mano ai fascisti che si sono resi responsabili di diverse aggressioni, l’ultima al Centro Sociale Dordoni mandando in coma Emilio a colpi di spranga.

Con questo voluto silenzio, preceduto dalle dichiarazioni fatte pubblicamente e nei consigli comunali, è chiaro come Sindaco e giunta siano conniventi con i fascisti di CasaPound.

Cosa ne è stato dell’ affermazione del Questore sulla chiusura della sede fascista tanto sbandierata qualche giorno prima del Corteo Nazionale Antifascista del 24 Gennaio?“La sede è in vendita e la caparra è stata restituita”, aveva pubblicamente affermato. La promessa fatta dal prefetto direttamente alla moglie di Emilio ( ahinoi prevedibilmente vana) che la sede di CasaPound sarebbe stata definitivamente chiusa cosa è stata se non l’ennesimo tentativo di depotenziare la manifestazione nazionale di sabato 24 Gennaio?

Che peso e credibilità possono avere ora tutte queste parole in seguito alla riapertura, nè pubblicizzata nè preannunciata, di una sede fascista circondata da diversi blindati?

E quasi tutte quelle associazioni che si sono autodefinite espressione dell’antifascismo democratico, che hanno pretestuosamente demonizzato il corteo nazionale sbandierando un’ipotetica vittoria (la fantomatica chiusura definitiva della sede cittadina di CasaPound prima dell’inizio della manifestazione) non hanno niente da dichiarare ora che l’inaffidabilità e la connivenza coi fascisti delle loro tanto care istituzioni è chiara?

Allora l’obbiettivo che si è posto il corteo del 24 Gennaio non era poi così surreale: tentare, in primis, di raggiungere la sede per chiuderla. In secondo luogo mandare un segnale forte e chiaro ai fascisti, alla questura e alla prefettura: non saranno più tollerate vigliacche azioni squadriste in città, non sarà più tollerata la presenza dei fascisti a Cremona.

 

Chi semina vento raccoglie tempesta.

 

Le compagne ed i compagni del CSA Dordoni

 

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Lecce: obblighi di dimora per 4 antifascisti

La mattina del 16 febbraio, secondo quanto riportato su diversi quotidiani, sono stati notificati 12 obblighi di dimora per la presunta partecipazione a una rissa fra CasaPound e antifascisti, qualche giorno prima del raduno nazionale di CasaPound a Lecce. Colpiti dal provvedimento 8 appartenenti al gruppo neofascista, provenienti da diverse città italiane (negli articoli si parla di Lucca, Milano, Parma, Pistoia, Roma, Torino e Arezzo) e quattro compagni leccesi. Questa disposizione è l’ennesimo attacco repressivo contro le/gli antifascist* salentini dopo le mobilitazioni dell’anno scorso (al momento vi sono una quarantina di denunciati per diversi episodi). In attesa di maggiori informazioni, solidarietà ai compagni colpiti dalla repressione.

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È troppo tardi per restare calmi: sul 9 febbraio a Trento.

Ad un anno dall’apertura della sede trentina di CasaPound una cosa è sicura: a Trento i fascisti non possono presentarsi pubblicamente in piazza senza preoccupazioni.
Anche questo 9 febbraio CasaPound ha organizzato una commemorazione per “i martiri delle Foibe” in Largo Pigarelli.
Se la volta scorsa una determinata e non preannunciata presenza di antifascisti aveva dato qualche pensiero alle tartarughine di CPI – sostenute per l’occasione dai camerati di Bolzano e Riva del Garda (e probabilmente anche di altre città) – e alle forze dell’ordine che le proteggevano, quest’anno, dopo le numerose aggressione messe in atto da CasaPound in città, i presidi contro la loro iniziativa sono stati addirittura due.
Da Piazza Venezia un nutrito gruppo di compagni, compatto e autodifeso, ha bloccato la rotonda per poi avanzare verso i cordoni di polizia a difesa dei militanti di CasaPound, Fratelli d’Italia, Atreyu.
La stessa cosa avveniva più o meno nello stesso momento verso Piazza Fiera, dove si era concentrato il presidio chiamato dalla Rete Contro i Fascismi, anche questo con una buona consistenza numerica,prima colpito da un lancio di oggetti da parte dei fasci e poi caricato dalla celere, che per disperdere i manifestanti ha fatto uso di lacrimogeni.
I fascisti hanno abbandonato la piazza scortati, al solito, dalla polizia.

La mobilitazione di lunedì non era solamente contro la mistificazione storica, quando non autentica montatura, rappresentata dalla Giornatata del Ricordo.
Chi è sceso in strada lo ha fatto sopratutto per odio verso quello che CasaPound rappresenta oggi nella nostra città e in Italia.
Fra i cori che hanno risuonato in piazza uno deve essere risultato particolarmente sgradito a chi, per quanto eterno cane da guardia dell’ordine costituito, vorrebbe passare come ribelle e antagonista: “CasaPound, servi di Salvini”.
Attualmente infatti CasaPound ha sposato il progetto leghista di un Front National all’italiana, che unisca le diverse anime della destra nazionalista attorno alle parole d’ordine anti-immigrati già da tempo sdoganate dalla Lega Nord.
Un progetto chiaramente utile ad alimentare il rancore verso gli immigrati, anziché verso gli sfruttatori e le istituzioni che li tutelano.
Oltre che un’occasione di poltrone e finanziamenti per i “fascisti del Terzo Millenio” che come quelli del Secondo sono sempre alla ricerca di un padrone che li foraggi e protegga.
“Sovranità”, associazione politica animata da Di Stefano, vicepresidente di CasaPound Italia, è il contenitore e la sigla che dovrebbe fare da cerniera fra la Lega di Salvini e la destra neofascista che orbita attorno a CPI.
La manifestazione romana del 28 febbraio sarà la consacrazione di questa alleanza reazionaria, che non mancherà di certo di ripercuotersi nei territori dove Lega e CasaPound sono presenti.
E proprio nei territori occorrerà accogliere la sfida e dare una risposta.
Per quanto riguarda Trento, la serata del 9 febbraio ha confermato ulteriormente la sfacciata connivenza tra CasaPound e polizia, e la necessità, per gli antifascisti, di scendere in piazza pronti all’autodifesa.
Solidarietà con gli antifascisti attaccati dalla coppia di ferro fascisti – polizia.

Il presidio antifascista di Piazza Venezia.

Il presidio antifascista di Piazza Venezia.

Il presidio antifascista di Piazza di Fiera.

Il presidio antifascista di Piazza di Fiera.

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